Museo del Novecento

Performance anteprima dell’Opera
Il Rossini perduto
Opera “fantastica” ovverossia di fantasmi

musica di Massimo Giuseppe Bianchi
libretto di Luigi Ballerini
scenografie di Marco Gastini

martedì, 27 novembre 2012, ore 18

Museo del Novecento, Sala Fontana
Milano, Piazza Duomo 1

Esecuzione di alcuni estratti dall’opera con
Luciana Pansa, mezzosoprano, Emy Bernecoli, violino
Massimo Giuseppe Bianchi, pianoforte

Nella casa bolognese in cui vissero dal 1827 al 1848, Rossini e sua moglie Olympe
Pélissier ricevettero la visita di Alexandre Dumas che, secondo quanto afferma lo
stesso Dumas, avvenne nel 1840. Ma è soltanto nel 1849 (a partire dal 22 giugno) che
lo scrittore francese travasa, a puntate, sulle pagine del quotidiano parigino Le
Constitutionnel il resoconto della visita e della cena cui partecipò insieme ad altri
invitati, nonché il racconto Gli studenti di Bologna di cui, in quell’occasione venne a
conoscenza, e dal quale promise di trarre un libretto che Rossini si sarebbe poi
impegnato a mettere in musica. Secondo l’autore de I tre Moschettieri, a fine cena.
Ma in questa nostra opera prima di cena, un Rossini insolitamente ricettivo,
rovesciando il normale corso degli avvenimenti, per cui la scrittura del libretto
precede la composizione della musica, avrebbe addirittura “improvvisato”, al
pianoforte, l’ouverture… cui non fecero seguito né musica né libretto.
Per sopperire a questa lacuna è nato Il Rossini perduto, con libretto di Luigi Ballerini,
musica di Massimo Giuseppe Bianchi, allestimento e scenografie di Marco Gastini.
Oltre che a ricostruire l’incontro Rossini-Dumas (atto I) e lo svolgimento dei fatti di
cui l’opera avrebbe dovuto comporsi e che avrebbe dovuto segnare il ritorno di
Rossini alla composizione operistica (atto II), Il Rossini perduto sfocia in un III atto
in cui, sotto le mentite spoglie di un talk show all’Italiana (parodia di “Porta a porta”)
tre ospiti accidiosi (Oblomov, Bartleby e Franz Tunda) discutono con altrettanti
superdinamici personaggi (Moll Flanders, McWhirr e Mastro Don Gesualdo), le
ragioni della cosiddetta rinuncia rossiniana e, in genere, del “lasciarsi andare”,
un’espressione visitata nella doppia e contraddittoria accezione di rinuncia, da un
lato, e di liberazione dall’altro. Il conduttore della trasmissione sarà niente meno che
un giudice ultraterreno: il Minosse dantesco.
A una breve introduzione di Luigi Ballerini seguirà l’esecuzione di alcuni estratti
dall’opera. Saranno esposti i bozzetti scenografici di Marco Gastini.

Ingresso libero
con la collaborazione del progetto transizioni arte_poesia dell’Accademia di Belle Arti di Brera  https://daverso.wordpress.com

qui  Il Rossini perduto.pdf 3 il pdf della locandina

Info: Mita Gironda – ufficio stampa –  cell. 346 8031704 – mita@ufficio-stampa.org

www.museodelnovecento.org

Gli autori
Luigi Ballerini Poeta, traduttore e saggista. Nato a Milano nel 1940 vive a Milano e a New York. Ha insegnato letteratura italiana in diverse università americane tra cui la New York University e la University of California. Tra le sue opere di poesia ricordiamo, eccetera.E (Guanda 1972), Che figurato muore (Scheiwiller 1988), Che oror l’Orient (Lubrina 1991, Premio Feronia)) Il terzo gode (Marsilio, 1994), Stracci shakespeariani (Quasar 1996), Uno monta la luna (Manni, 2001), Cefalonia (Mondadori 2005, Premio Lorenzo Montano and Vitaliano Brancati), Se il tempo è matto (Mondadori, 2010). Come critico si è occupato di avanguardia storica (vedi le sue edizioni dei romanzi di Marinetti, Gli indomabili e Mafarka il futurista) di poesia contemporanea (Vedi La piramide capovolta,
Marsilio 1975 e 4 per Pagliarani, Scritture 2007), e di storia della gastronomia (Vedi soprattutto la sua edizione dell’Arte di cucinare di Maestro Martino (Guido Tommasi editore, 2004) ed Erbe da mangiare (Mondadori 2009) ora tradotto anche in inglese. La sua opera più recente è la traduzione del romanzo di Herman Melville Benito Cereno
(Marsilio 2012). Ha scritto per il Maestro Massimo Bianchi il libretto dell’opera Il Rossini perduto.
Massimo Giuseppe Bianchi. Dopo gli studi di Conservatorio, si è perfezionato sotto la guida di Bruno Canino e si è specializzato nel repertorio cameristico seguendo i corsi di Franco Rossi, Maureen Jones, il Trio diTrieste e il Trio di Milano presso la Scuola di Musica di Fiesole e la Scuola Superiore Internazionale di Musica da Camera del trio di
Trieste a Duino. Ha studiato composizione con Vittorio Fellegara e Bruno Zanolini, frequentando una master class tenuta da György Ligeti. All’attività compositiva affianca lo studio dell’analisi musicale, con una particolare attenzione alle relazioni tra musica e filosofia del linguaggio. E’ ospite come pianista di istituzioni musicali e di festival di prestigio tra i quali: Amici della Musica di Campobasso, Campus Internazionale di Musica di Latina,
Società del Quartetto di Vercelli, Centro Studi Musicali “Ferruccio Busoni” di Empoli, “Settembre Musica” di Torino, Accademia Filarmonica Romana, Associazione Musicale Lucchese. Ha partecipato a trasmissioni radiofoniche eseguendo musica in diretta. Nel 2007 una tournèe negli Stati Uniti si è conclusa con un concerto presso la “Columbia University” di New York: il recital gli è valso una menzione sul prestigioso settimanale “The New Yorker”. Ha partecipato con la violinista Michelle Makarski, alla rassegna “I Concerti del Quirinale” di Rai Radio 3 trasmessi in diretta nel circuito Euroradio. Tra le collaborazioni artistiche si segnalano quelle con Bruno Canino, Antonio Ballista, Michelle Makarski, Mariana Sirbu, Cristina Dancila, Guido Corti, Francesco Ferrarini, Il Quartetto
Stradivari, gli Interpreti Italiani. Nei suoi concerti affronta spesso opere di rara esecuzione e notevole impegno virtuosistico, dalle variazioni Goldberg di Bach alla Sonata di Jean Barraquè; ha eseguito più volte il ciclo completo delle trascrizioni per pianoforte delle nove sinfonie di Beethoven realizzate da Franz Liszt oltre a lavori a lui dedicati da compositori come Enrico Pieranunzi e Stefano Taglietti. Tiene master class e seminari: è stato ospite
della trasmissione di Rai radio 3 “Uomini e Profeti”, in un ciclo di puntate dal titolo “Il suono dell’Ineffabile”. E’ un versatile improvvisatore; significativa la sua collaborazione con il jazzista italiano Enrico Pieranunzi con il quale tiene numerosi concerti a 2 pianoforti e con il clarinettista francese Louis Sclavis. Viene invitato a suonare in importanti Festival tra cui ricordiamo “Roccella Jonica-Rumori Mediterranei” e “Ischia Jazz Festival”. Nel 2010 è
stato invitato a tenere una master-class su Giorgio Federico Ghedini e il Novecento Italiano presso il Conservatorio di S.Cecilia in Roma. Ha preso parte, su invito di Michele Campanella, alla “Maratona Liszt” presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Ha realizzato l’incisione integrale dell’opera pianistica di Giorgio Federico Ghedini il
cui secondo e conclusivo CD è uscito nel 2011 per l’etichetta Naxos http://www.naxos.it/.
Marco Gastini. Nato nel 1938 a Torino, dove vive e lavora. Dalla fine degli anni ’60 sviluppa un’originale ricerca sulla pittura, indagata negli elementi che ne determinano il grado espressivo essenziale: il segno, la presenza spaziale, l’azzeramento cromatico. Nelle opere degli anni ’80 compaiono il colore e un frequente impiego di materiali tradizionalmente non pittorici, taluni anche carichi di un vissuto umano, come legno, metalli, minerali, pergamena; i titoli perdono il registro minimale per diventare narrativi o evocativi. Dagli anni ’90 continua la contaminazione fra materiali eterogenei che interagiscono fra loro e con l’ambiente, talvolta in scala monumentale, per creare coinvolgenti campi di energia e irradiare una tensione nello spazio che ingeneri emozioni
nello spettatore. In Italia, Gastini ha esposto le sue opere nelle principali città e in particolare ha lavorato a lungo con la Galleria Martano di Torino e con il Salone Annunciata di Milano. Ha ideato installazioni site-specific, come a Castel Burio (1987) o a Siena (1997); ha partecipato alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1982. Fra le mostre degli ultimi anni si annoverano quelle tenute alla Galleria dello Scudo di Verona (2008-2009), alla Galleria Giorgio Persano di Torino (2007), alla Galleria dell’Oca di Roma (2005). All’estero, sin dagli anni ’70, ha preso parte a diverse collettive sulla situazione dell’arte italiana e ha tenuto esposizioni personali in numerose gallerie: tra le altre, Annemarie Verna di Zurigo, John Weber di New York, Walter Storms di Monaco di Baviera. Musei italiani e stranieri gli hanno dedicato grandi mostre antologiche: la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, per prima, nel 1982, quindi la Galleria Civica di Modena (1983) e il PAC di Milano (1984); nel decennio successivo la Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna (1992), la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento e i Kunstverein di Francoforte e St. Gallen (1993), l’Orangerie im Schlosspark Belvedere di Weimar (1998). Più recenti sono le grandi retrospettive organizzate dalla GAM di Torino assieme alla Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco (2001) e dal CAMeC di La Spezia con la Kunsthalle di Göppingen (2005).

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