Emilio Villa. Incontro con Cecilia Bello Minciacchi

EMILIO VILLA 

sparagmòs, il dilaniamento babelico della parola

incontro con Cecilia Bello Minciacchi

introduce Italo Testa

26-5-2015, ore 15

Accademia di Brera  ex chiesa S. Carpoforo via Formentini 10 Milano

L’incontro con Cecilia Bello Minciacchi, studiosa e curatrice dell’opera letteraria di Emilio Villa (L’opera poetica, L’orma, Roma, 2014) intende richiamare l’attenzione su una delle figure capitali della cultura italiana, artista, poeta, biblista, che ha lasciato un contributo fondamentale alla commistione di lingue e linguaggi nell’arte e nella poesia sperimentale.

Emilio Villa nasce il 21 settembre 1914 ad Affori, oggi un quartiere di Milano. Dopo il seminario prosegue gli studi presso l’Istituto Biblico di Roma, specializzandosi in assiro-babilonese e ugaritico. Nel 1934 pubblica la sua prima raccolta di versi, Adolescenza, cui segue un’intensa attività pubblicistica. Richiamato dalla Repubblica di Salò, si nasconde in Toscana; a Milano vive in clandestinità e prende parte alla Resistenza. Tra il ’51 e il ’52 si trasferisce in Brasile, dove lavora al Museo d’arte moderna di San Paolo. Tornato in Italia, a Roma, si occupa per lo più d’arte, creando riviste come «EX». Nel 1986 un ictus lo paralizza, lo ammutolisce. Muore in solitudine, in un ospizio presso Rieti, il 14 gennaio 2003. Rarissime le sue pubblicazioni “ufficiali”, come la versione dell’Odissea (edita da Guanda nel 1964, riproposta poi da Feltrinelli e DeriveApprodi) e gli scritti di Attributi dell’arte odierna (dopo il primo volume edito da Feltrinelli nel 1970 non uscì il programmato secondo; l’opera nella sua completezza è stata restaurata da Aldo Tagliaferri per la prima serie di «fuoriformato», Le Lettere 2008). Anche un secondo volume delle Opere poetiche (dopo un primo curato da Tagliaferri per Coliseum nel 1989) non è mai uscito. Dopo un importante fascicolo dedicatogli dal «verri» nel 1998, sono usciti a cura di Cecilia Bello Minciacchi le traduzioni di Proverbi e Cantico (Bibliopolis 2004), a cura di Tagliaferri L’arte dell’uomo primordiale (Abscondita 2005) e, a cura di entrambi, Zodiaco (Empirìa 2000). A Claudio Parmiggiani si deve invece la grande mostra Emilio Villa poeta e scrittore, tenutasi a Reggio Emilia nel 2008.

“[…] parlando di Villa non si può fare a meno di far riferimento ai suoi esperimenti mistilingue, che poco o niente hanno a che fare con il modulo postmoderno, perché non si tratta di prelievi e commistioni da e con lingue diverse: piuttosto di una scrittura protratta per interi componimenti in latino, greco antico, dialetto, francese, inglese ed altre lingue arcaiche. Perciò è comprensibile che coloro che non dispongono dei mezzi per decodificare tali testi, rimarranno quasi sicuramente sulla soglia. Ciò anche in considerazione del fatto che Villa non solo rivivificava “lingue morte” semplicemente attraverso l’uso quotidiano che ne faceva -evolvendo e sviluppando le forme ormai cristallizzate della grammatica e della sintassi-, ma in più i testi sono spesso dei piccoli trattati di etimologia comparata. Tuttavia di queste scritture che appaiono, ancor prima che sibilline, enigmatiche, è possibile apprezzarne lo statuto progettuale. L’intento prometeico di Emilio Villa è conoscitivo, ma nella sua forma più estrema: si punta dritto all’origine. Per fare questo Villa adotta lo strumento della poesia, ma sottotraccia ci sono motivazioni di ordine filosofico, antropologico e teologico. La ricerca spasmodica (punteggiata anche da “registri bassi”, provocazioni, corruzioni) di una lingua originaria, “edenica”, dove siano consustanziali res e logos, porta il poeta a un vero e proprio sparagmòs, un dilaniamento babelico delle possibilità della parola, del corpo del significato nella disseminazione dei significanti, secondo le modalità suggestive della scrittura misterica.” (Cecilia Bello Minciacchi, www.diaforia.org/floema/2014/05/30/la-scrittura-della-sibilla-emilio-villa/)

Cecilia Bello Minciacchi (Roma, 1968), contemporaneista e critica letteraria, nel 2007 ha pubblicato l’antologia di scrittrici futuriste Spirale di dolcezza + serpe di fascino e nel 2012 Scrittrici della prima avanguardia. Concezioni, caratteri e testimonianze del femminile nel futurismo (Le Lettere) e La distruzione da vicino. Forme e figure delle avanguardie del secondo Novecento (Oèdipus). Nel 2015 ha pubblicato Emilio Villa. L’opera poetica (L’ORMA). Di Emilio Villa ha dato alle stampe Zodiaco (con Aldo Tagliaferri, Empirìa, 2000), e Proverbi e Cantico. Traduzioni dalla Bibbia (Bibliopolis, 2004).

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